HENREL

Chi tiene l’aula

Due persone. Una stanza.

Elena tiene la lavagna. Luca legge i quaderni. Non c’è un terzo docente. Il prodotto si chiama Henrel: è il nome della scuola, non di una delle due persone.

Elena Ferraris

Martedì e mercoledì. Indica i segni sulla lavagna. Ripete le parole del lessico. Vive a Milano, nello stesso quartiere della sede, e arriva a piedi quando la strada è libera.

Apre la stanza, accende la lampada se serve, scrive l’ordine della sera in un angolo della lastra. Non tiene un microfono. Non commenta notizie del giorno. Se una parola in aula esce dal lessico, la sostituisce e passa oltre.

Luca Beltrami

Giovedì. Legge le tre righe. Segna la lingua, non un voto. Non firma attestati. Tiene il registro cartaceo sul tavolo di lavoro.

Non è presente il martedì e il mercoledì. Non lascia compiti oltre le tre righe. Se un quaderno è vuoto, ascolta comunque e non inventa un esercizio sostitutivo. A fine serata ripone i fogli e spegne con Elena, quando è ancora in aula.

Aula vuota prima della lezione.

Non ci sono ospiti. Un ospite cambierebbe la disposizione della stanza e il tempo della lezione. Henrel tiene due voci, e le tiene in questa sola aula.