HENREL

Carta

Tre righe sul quaderno.

Visto. Lasciato. Una nota. Henrel non chiede un diario. Il giovedì si rileggono queste tre righe. Il prodotto si chiama Henrel: il quaderno resta di chi lo porta, non della scuola.

Quaderno aperto sul banco.

La prima riga descrive ciò che era sulla lavagna. La seconda ciò che non si è seguito. La terza è una nota personale, breve. Non si scrive un elenco di azioni. Non si copia la lastra riga per riga: si nomina, poi si sintetizza.

Se le tre righe diventano una pagina, Luca ne legge comunque tre, e lascia il resto. La misura serve a tenere il giovedì dentro l’orario, non a giudicare chi scrive di più.

Si porta carta. Lo schermo resta spento. I fogli restano a chi li scrive: il modulo di contatto non li chiede. Henrel non raccoglie copie, non le archivia, non le restituisce corrette con un voto.

Chi dimentica il quaderno ascolta. Non si distribuisce un foglio sostitutivo, salvo le dispense già sul tavolo. Il giovedì successivo si può portare ciò che si è scritto a casa su un altro quaderno: Luca legge ciò che c’è.